lunedì 21 giugno 2010

Google CL: una stupenda notizia!

Avevo già letto qualcosa nei giorni scorsi ma oggi un articolo dell'intramontabile Programmazione.it mi ha dato la certezza: Google ha fornito un set di strumenti da linea di comando per poter interagire tramite shell con i servizi che offre tramite il google-account.

Andando sul sito del progetto, rigorosamente googlecode, si possono individuare subito due cose.

La prima sono gli strumenti che è possibile utilizzare tramite linea di comando:
"We currently support the following Google services:
Blogger
$ google blogger post --title "foo" "command line posting"
Calendar
$ google calendar add "Lunch with Jim at noon tomorrow"
Contacts
$ google contacts list name,email > contacts.csv
Docs
$ google docs edit --title "Shopping list"
Picasa
$ google picasa create --title "Cat Photos" ~/photos/cats/*.jpg
Youtube
$ google youtube post --category Education killer_robots.avi"

Va aggiunto che sulla pagina principale del progetto è possibile anche trovare degli script di esempio che fanno capire meglio le potenzialità di questo strumento.

La seconda cosa che è possibile notare è il codice Python, liberamente consultabile (e ci mancherebbe altro, mi sento di aggiungere), che meglio ci può far comprendere l'utilizzo delle API e la duttilità di questo linguaggio di programmazione.

for i in {ls -l /home/myhome/pictures/} do echo i | google picasa post --title "My Photos"

;)

lunedì 7 giugno 2010

Google I|O: Una fucina di idee!

Ogni anno viene riproposto un evento. No, scusate, ogni anno viene riproposto L'Evento: il Google I|O, dove le menti più brillanti fanno vedere cosa si può fare con le moderne tecnologie a disposizione.



Una cosa in particolare ha catturato la mia attenzione. A questo link è possibile visionare un tech talk di quasi un'ora sul nuovo linguaggio di programmazione (Go-language). Questo talk è tenuto da Russ Cox, papà del linguaggio.

La particolarità di questa presentazione è il fatto che Russ si spinge in dettagli avanzati come la gestione degli oggetti e dei tipi che sicuramente hanno bisogno di chiarimenti da parte di chi ha concepito il linguaggio.

Ma i regali di G. non finiscono qua. Sul blog ufficiale della sezione code di Google è possibile guardare tutti i tech talk fra cui App Engine e Wave.

Buona visione a tutti ;)

martedì 4 maggio 2010

Ubuntu 10.04 prime impressioni

Ho installato Ubuntu 10.04 (mannaggia non mi ricordo mai i nomi in codice delle varie release...) per processori a 64bit e mi trovo davanti a una Ubuntu box installata di fresco.

Dopo 3 upgrade di versione ho preso la decisione di installare questa LTS da zero per avere il nuovo file system ext4 e vedere come va.
Ecco quindi le primissime impressioni di questa release:
  1. Il primo punto va sicuramente dedicato all'interfaccia grafica che è stata decisamente rinnovata e trova in questo rilascio una maturità che fin'ora era mancata. La discutibile scelta di mettere i pulsanti di gestione della finestra sulla sinistra della barra del titolo ha trovato una pronta spiegazione oggi. Sia che il tema scuro che il tema chiaro (molto OSX) danno uno stile moderno e distinto.
  2. È vero non c'è più gimp, il messenger predefinito è empathy ecc ecc ecc ma io le trovo tutte scelte condivisibili e ragionevoli. Gimp si fa in un attimo a installare e Empathy trovo che sia un client buono, da esplorare, ma che mi ha già dato parecchie soddisfazioni.
  3. La velocità complessiva del sistema mi sembra incrementata. L'unica cosa che pesa leggermente di più sulle prestazioni è Compiz. Con Compiz attivo le applicazioni che fanno uso intensivo della scheda grafica, come giochi e grafica 3d, ne risentono e tendono a scattare.
Parliamo invece dell'aria che si respira. Social, Cloud e Web sembrano le tre parole che hanno dettato la stesura di questa release. Oltre allo spostamento dei pulsanti di controllo si trovano di default e facilmente configurabili tutti gli strumenti per instant messaging. Empathy permette di comunicare con tutti i principali canali, da msn a facebook. Gwibber permette di aggiornare i propri contatti di social networking. Evolution da alle mail una nuova veste e rende calendario, mail e contatti integrati perfettamente all'interno del sistema. A tutto questo si unisce il servizio Ubuntu One, che già era presente nella versione 9.10, che garantisce quel tocco di cloud proprio di questi tempi.

Un'unica raccomandazione quindi: Get Ubuntu!

domenica 25 aprile 2010

Nefarious-IDE, un primo passo dell'universo Go

A chi è stato molto attento non è per nulla nuovo, ma oramai mi sembra giunto alla maturità sufficiente per essere presentato a tutti.

Nefarious-IDE è un plug-in per Eclipse che ci permette di avere un IDE per il linguaggio GO che fino ad oggi abbiamo editato all'interno di scarni editor.

Il progetto non si può ancora definire avanzato ma quanto meno usabile. Infatti è già presente quasi tutta la parte di highlight della sintassi e permette di compilare i sorgenti scritti.

Ancora nulla sul versante autocompletamento o almeno suggerimenti ma sono sicuro che sia il primo punto sull'agenda dei dev.

Ecco lo stato di avanzamento delle varie parti:
"Current Features for Development Version: 0.0.12.a (Total Dev Time: 40.2 hrs)
- syntax highlighting (90%)
- compile upon save and mark errors within project (60%) (go compiler required)
- preference integration (70%)
- project configuration (65%)
- editor keyboard shortcuts (10%)
- go source to xml translator tool(65%)
"


Sul sito ufficiale del progetto è possibile trovare l'url da inserire direttamente all'interno di Eclipse per scaricare il plug-in e automaticamente installarlo.

Buon divertimento ;)

martedì 20 aprile 2010

Social networking e privacy

Scrivo raramente di questioni "filosofiche" relative al mondo dell'informatica ma oggi mi trovo a fare una riflessione sul fenomeno che da emergente è diventato abituale nella nostra vita: la partecipazione ai social network.

Ne parlo oggi in occasione delle sentenze dei tribunali che intimano a Google più privacy. Ne parlo oggi dove si parla molto di responsabilità delle compagnie che offrono i servizi e molto poco delle responsabilità degli utenti che utilizzano abitualmente (o meno) questi servizi.

Abbiamo assistito senza accorgercene a un decentramento delle responsabilità: gli utenti sono padroni della loro privacy e determinano in che misura gli altri utenti possono "farsi gli affari nostri". Lamentarsi successivamente perchè certe informazioni sono diffuse da solamente l'impressione che ci sia poca chiarezza su cosa sia il web.

Non troppo tempo fa (e anche oggi per quel che mi riguarda) ci si connetteva ad irc passando per un proxy che fosse il più sicuro e distante dalla nostra posizione geografica. Ci si mascherava dietro nick imperscrutabili. Si custodiva gelosamente la nostra identità.

Oggi non è più così e il web è diventato un estensione della nostra vita. Viene però troppo spesso confuso con la nostra vita e nei casi più estremi si sostituisce alla vita reale e qui scattano i problemi. L'audience è sterminato e il pericolo è di sentirsi in un reality perchè, diciamolo pure, a tutti i neo-internauti piace sentirsi nel Grande Fratello del giorno.

La cosa che vorrei vedere di più però è una responsabilizzazione degli utenti perchè ora la sicurezza verte su di loro. La privacy, o ciò che ne rimane, è nelle loro mani e poi non si deve e non si può piangere contro le compagnie che forniscono i servizi.

Spero di aver reso il più chiare possibili le mie idee con questo post. Con ciò non intendo asserire che le compagnie non hanno le loro responsabilità. Il vero problema è che stanno scivolando verso gli utenti.

domenica 18 aprile 2010

Debian tricolore

Questa è una notizia che non può fare altro che inorgogliosirci:
Stefano Zacchiroli è stato eletto come Debian Project Leader.

È possibile consultare la sua pagina personale a questo indirizzo.

Ne tesse le lodi anche il Project Leader uscente, Steve McIntyre, che dichiara: "I've had a great time working for Debian as DPL and I'm more than happy to be handing over the reigns to Stefano. He has excellent ideas and should do a good job for us.".

Dall'articolo ufficiale emerge anche che Stefano è stato scelto fra un gruppo di candidati tra cui figura anche una donna: Margarita Manterola.

Chissà che un domani non ci sia una leadeship rosa per il progetto Debian.

martedì 6 aprile 2010

Backtrack 4 - Live dal mio laptop

Il corso di laurea in sicurezza delle reti propone l'utilizzo di alcuni strumenti per l'analisi dei sistemi.

Gli strumenti sono tutti, o quasi, open source ma mi sono chiesto: "Perchè non installare una distribuzione che funzioni come una vera e propria cassetta degli attrezzi?". La risposta è stata BackTrack che nella sua quarta incarnazione racchiude il cuore di Ubuntu 8.10.

La uso da un paio d'ore e già mi trovo a mio agio. L'interfaccia grafica è kde3 e il sistema è molto più vicino al Linux nudo e crudo rispetto a Ubuntu ma la configurazione del sistema è stata molto semplice e tutte le periferiche, wi-fi incluso sono state riconosciute e funzionano correttamente.

All'interno dei menù di backtrack si trova tutto ciò che serve per testare le proprie reti, fare penetration testing e auditing: dal comunissimo nmap a openvas fino a brutessh. Ce n'è davvero per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Prossimamente cercherò di fare chiarezza su qualche strumento che si può trovare all'interno della distro ma per ora mi sento solo di fare un'entusiastica lode.

martedì 9 marzo 2010

wait() in Go, How to?

Stamattina sono stato colto da un dubbio che ha fortunatamente trovato una risposta nella ricchissima mailing list di go-language: http://groups.google.com/group/golang-nuts?pli=1

La domanda che mi sono posto è la seguente: esiste un modo intelligente per aspettare che tutte le go routines abbiano finito la loro esecuzione prima di procedere alla chiusura della funzione main?

Stamattina, come al solito, apro le mail e trovo la seguente discussione.

Subito arrivano alcune risposte come ad esempio:
The standard practice in Go seems to be for goroutines to pass to a
channel so signal their end. For example:

package main

func routine(quit chan int) {
// do stuff
quit <- 1

}

func main() {
routineQuit := make(chan int)
go routine(routineQuit)

<-routineQuit // blocks until quit is written to

}

-Daniel

Ma poi arriva questo link che vi invito caldamente a seguire se siete interessati all'argomento come lo sono io perchè lo spiega in modo molto chiaro: link.

A breve altri approfondimenti.
Buon Go a tutti!

lunedì 1 marzo 2010

State Machine in Go-Language - 1^ parte

Comincia con questo articolo una serie di post che tratta un argomento molto attuale e utile. La vastità del mare nel quale ci apprestiamo a navigare avrebbe bisogno di molte e molte pagine di libro per questo ho deciso di spezzettare in più parti la trattazione.

L'utilizzo di macchine a stati mi sembra importante nella programmazione di sistema, soprattutto quando si parla di servizi.
Cosa succede allora quando le state machine incontrano Go?

Ma partiamo "dall'incomincio": ecco un esempio di macchina a stati semplicissima (e anche un po' inutile) che però fa capire in cosa consistono questi arcani.


Questo concetto è molto comodo quando si programma a oggetti. Come abbiamo visto nello scorso articolo il linguaggio Go possiede gli oggetti.
Creiamo dunque il nostro oggetto intorno allo stato interno che per comodità conterrà solo l'indice dello stato in cui ci troviamo.

type InternalState struct  {
myState int;
}

Se prendiamo come modello quello nella figura sopra lo stato interno InternalState dovrà essere inizializzato, poi passare nello stato 1 e successivamente nello stato 2 prima di terminare.

Componiamo allora in questo modo la funzione che andrà a inizializzare la nostra macchina a stati:
func (state * InternalState) Init (inputValue int)
{
state.myState = inputValue;
}

Avremo poi bisogno di due funzioni per ogni stato, una che effettua operazioni di entry ed exit:
func (state * InternalState) Stato1_Entry ()
{
}

func (state * InternalState) Stato1_Exit ()
{
}

func (state * InternalState) Stato2_Entry ()
{
}

func (state * InternalState) Stato2_Exit ()
{
}



Nel prossimo post vedremo invece come unire tutti i componenti appena creati per far transitare lo stato dell'oggetto da quello iniziale a quello finale passando per gli stati intermedi.

Spero inoltre di aver messo qualche pulce nell'orecchio per approfondire un argomento veramente interessante.