martedì 29 giugno 2010

How to write Spamassassin plugin - part 2

Come promesso eccoci al secondo e ultimo appuntamento di questa serie.
Precisiamo subito che semplici regole possono essere scritte direttamente all'interno dei file di configurazione. All'interno dei plugin vanno messe regole più complesse o che si basano su dati che cambiano frequentemente.

Per prima cosa bisogna ereditare dalla classe base Plugin
package Mail::SpamAssassin::Plugin::MyPlugin;
use Mail::SpamAssassin::Plugin;
use DBI;
our @ISA = qw(Mail::SpamAssassin::Plugin);

sub new {
my ($class, $mailsa) = @_;

# the usual perlobj boilerplate to create a subclass object
$class = ref($class) || $class;
my $self = $class->SUPER::new($mailsa);
bless ($self, $class);

# add rule
$self->register_eval_rule ("check_myplugin_header");

return $self;
}

1;

In questo modo abbiamo registrato la nuova regola già definita all'interno del file di configurazione.

A questo punto bisogna dare corpo alla nuova regola che vogliamo introdurre nel tool.
Nel frammento di codice sopra abbiamo importanto anche le librerie DBI che ci consentono di interrogare il database con un comodo Object Model.

Facciamo un esempio di implementazione di una regola basata su DB.
sub check_myplugin_header
{

my ($self, $pms) = @_;

# Extract desidered informations from mail header
$head = $pms->get('CustomHeader');

$result = 0;
study;

chomp($head);
$head =~ s/;//;

$dbh = DBI->connect("dbi:mysql:spamassassindb","user","pass");


if(!defined $dbh)
{
die "Connessione al database non riuscita: $DBI::errstrn";
}

$query = "SELECT count(accepted_headers) FROM headers WHERE accepted_headers = $head";

# Insert query into database instructions
$sth = $dbh->prepare($query);

# Database query execution
$sth->execute;

$count = $sth->fetchrow();


if($count eq 0)
{
# Report error
$result = 1;
}

# Disconnect from database
$dbh->disconnect();

return $result;
}

Questo frammento di codice è piuttosto semplice e fa una query al db, tramite DBI, dopo aver bonificato la stringa da passare.
Una cosa sicuramente da notare è il paramtro $pms che consente di accedere a tutti gli headers della mail.
Forniamo allora questo messaggio
From god@heaven.com  Thu Jun 17 21:33:41 2010
Return-Path: <god@heaven.com>
X-Original-To: account@post-server
Delivered-To: account@post-server
Received: from post-server (host [127.0.0.1])
by post-server (Postfix) with SMTP id B66E9424F5
for <account@post-server>; Thu, 30 Jun 2010 21:33:20 +0200 (CEST)
CustomHeader:blablabla
Subject:Try this

Simple mail to test my plugin.

a spamassassin e avremo due comportamenti diversi:
  • Se la stringa "blablabla" è contenuta nel database la regola non andrà ad aggiungere i punti definiti nel file di configurazione (2.0 dal post precedente)
  • Se la stringa "blablabla" non è contenuta allora la regola avrà un hit che sommerà 2 punti allo score totale. In questo secondo caso se questo punteggio fa superare la soglia (definita sempre nei vari file di configurazione) allora il messaggio verrà identificato come SPAM!!!


È un argomento piuttosto vasto che richiede tempo per essere assimilato. Questo è solo un input che vuole stimolare interesse. Spero di essere stato chiaro e sono a disposizione per un help in linea, per quanto posso fare.

Have fun ;)

domenica 27 giugno 2010

How to write Spamassassin plugin - part 1

Sono giunto a un buon punto di un progetto per un esame universitario (che verrà pubblicato non appena consegnato) che riguarda un argomento sul quale ho trovato pochissimo materiale.

Si sta parlando della scrittura di un plugin che valuti una regola complessa su un messaggio e-mail, per determinare se si tratta di spam oppure no.

C'è voluto molto tempo per raggiungere qualcosa di funzionante ma ora che ho fra le mani un po' di codice che gira posso scrivere un articolo come questo e colmare la lacuna che il web mi ha mostrato. (I'll translate this article soon for international usage)

Cominciamo con installare tutto quello che serve (a parte una VM con sopra Ubuntu): Documentazione Ubuntu - Mail Server

A questo punto il plugin ha bisogno di due cose:
  1. Un file di configurazione che permetta di richiamare la regola e le assegni un punteggio.
  2. Una classe Perl che implementi l'interfaccia Plugin e che definisca precisamente la regola che si vuole aggiungere a Spamassassin.


In questa prima parte ci concentreremo sul file di configurazione. Nel prossimo articolo parleremo di come scrivere un .pm che interroghi un database per la valutazione di un header.

Il file di configurazione che bisogna comporre va depositato all'interno della directory di sistema /etc/spamassassin.
Possiamo andare a scriverlo direttamente con il seguente comando:
sudo gedit /etc/spamassassin/25_myplugin.cf

All'interno di questo file andiamo a scrivere due cose. La prima è il collegamento della funzione che andremo a definire nella nostra classe. La seconda è lo score che la regola aggiunge alla valutazione se si verifica la condizione definita.
Il contenuto sarà pressochè il seguente:
# Rule load for MyPlugin
header MY_RULE eval:check_myplugin_header()
score MY_RULE 2.0

Per configurare la nostra personalizzazione manca solo un passaggio: bisogna far caricare a Spamassassin il nostro plugin. Va dunque cambiato un qualunque file *.pre. Apriamo quindi:
sudo gedit /etc/spamassassin/v310.pre

In coda a questo file vanno aggiunte le seguenti righe affinchè il nostro plugin venga caricato a successivo riavvio.
# load MyPlugin
loadplugin Mail::SpamAssassin::Plugin::MyPlugin

Conclusa la configurazione è il momento di scrivere il vero e proprio plugin ma sarà argomento del prossimo post.

Stay tuned ;)

Ah, quasi dimenticavo:
sudo /etc/init.d/postfix
sudo /etc/init.d/spamassassin

lunedì 21 giugno 2010

Google CL: una stupenda notizia!

Avevo già letto qualcosa nei giorni scorsi ma oggi un articolo dell'intramontabile Programmazione.it mi ha dato la certezza: Google ha fornito un set di strumenti da linea di comando per poter interagire tramite shell con i servizi che offre tramite il google-account.

Andando sul sito del progetto, rigorosamente googlecode, si possono individuare subito due cose.

La prima sono gli strumenti che è possibile utilizzare tramite linea di comando:
"We currently support the following Google services:
Blogger
$ google blogger post --title "foo" "command line posting"
Calendar
$ google calendar add "Lunch with Jim at noon tomorrow"
Contacts
$ google contacts list name,email > contacts.csv
Docs
$ google docs edit --title "Shopping list"
Picasa
$ google picasa create --title "Cat Photos" ~/photos/cats/*.jpg
Youtube
$ google youtube post --category Education killer_robots.avi"

Va aggiunto che sulla pagina principale del progetto è possibile anche trovare degli script di esempio che fanno capire meglio le potenzialità di questo strumento.

La seconda cosa che è possibile notare è il codice Python, liberamente consultabile (e ci mancherebbe altro, mi sento di aggiungere), che meglio ci può far comprendere l'utilizzo delle API e la duttilità di questo linguaggio di programmazione.

for i in {ls -l /home/myhome/pictures/} do echo i | google picasa post --title "My Photos"

;)

lunedì 7 giugno 2010

Google I|O: Una fucina di idee!

Ogni anno viene riproposto un evento. No, scusate, ogni anno viene riproposto L'Evento: il Google I|O, dove le menti più brillanti fanno vedere cosa si può fare con le moderne tecnologie a disposizione.



Una cosa in particolare ha catturato la mia attenzione. A questo link è possibile visionare un tech talk di quasi un'ora sul nuovo linguaggio di programmazione (Go-language). Questo talk è tenuto da Russ Cox, papà del linguaggio.

La particolarità di questa presentazione è il fatto che Russ si spinge in dettagli avanzati come la gestione degli oggetti e dei tipi che sicuramente hanno bisogno di chiarimenti da parte di chi ha concepito il linguaggio.

Ma i regali di G. non finiscono qua. Sul blog ufficiale della sezione code di Google è possibile guardare tutti i tech talk fra cui App Engine e Wave.

Buona visione a tutti ;)

martedì 4 maggio 2010

Ubuntu 10.04 prime impressioni

Ho installato Ubuntu 10.04 (mannaggia non mi ricordo mai i nomi in codice delle varie release...) per processori a 64bit e mi trovo davanti a una Ubuntu box installata di fresco.

Dopo 3 upgrade di versione ho preso la decisione di installare questa LTS da zero per avere il nuovo file system ext4 e vedere come va.
Ecco quindi le primissime impressioni di questa release:
  1. Il primo punto va sicuramente dedicato all'interfaccia grafica che è stata decisamente rinnovata e trova in questo rilascio una maturità che fin'ora era mancata. La discutibile scelta di mettere i pulsanti di gestione della finestra sulla sinistra della barra del titolo ha trovato una pronta spiegazione oggi. Sia che il tema scuro che il tema chiaro (molto OSX) danno uno stile moderno e distinto.
  2. È vero non c'è più gimp, il messenger predefinito è empathy ecc ecc ecc ma io le trovo tutte scelte condivisibili e ragionevoli. Gimp si fa in un attimo a installare e Empathy trovo che sia un client buono, da esplorare, ma che mi ha già dato parecchie soddisfazioni.
  3. La velocità complessiva del sistema mi sembra incrementata. L'unica cosa che pesa leggermente di più sulle prestazioni è Compiz. Con Compiz attivo le applicazioni che fanno uso intensivo della scheda grafica, come giochi e grafica 3d, ne risentono e tendono a scattare.
Parliamo invece dell'aria che si respira. Social, Cloud e Web sembrano le tre parole che hanno dettato la stesura di questa release. Oltre allo spostamento dei pulsanti di controllo si trovano di default e facilmente configurabili tutti gli strumenti per instant messaging. Empathy permette di comunicare con tutti i principali canali, da msn a facebook. Gwibber permette di aggiornare i propri contatti di social networking. Evolution da alle mail una nuova veste e rende calendario, mail e contatti integrati perfettamente all'interno del sistema. A tutto questo si unisce il servizio Ubuntu One, che già era presente nella versione 9.10, che garantisce quel tocco di cloud proprio di questi tempi.

Un'unica raccomandazione quindi: Get Ubuntu!

domenica 25 aprile 2010

Nefarious-IDE, un primo passo dell'universo Go

A chi è stato molto attento non è per nulla nuovo, ma oramai mi sembra giunto alla maturità sufficiente per essere presentato a tutti.

Nefarious-IDE è un plug-in per Eclipse che ci permette di avere un IDE per il linguaggio GO che fino ad oggi abbiamo editato all'interno di scarni editor.

Il progetto non si può ancora definire avanzato ma quanto meno usabile. Infatti è già presente quasi tutta la parte di highlight della sintassi e permette di compilare i sorgenti scritti.

Ancora nulla sul versante autocompletamento o almeno suggerimenti ma sono sicuro che sia il primo punto sull'agenda dei dev.

Ecco lo stato di avanzamento delle varie parti:
"Current Features for Development Version: 0.0.12.a (Total Dev Time: 40.2 hrs)
- syntax highlighting (90%)
- compile upon save and mark errors within project (60%) (go compiler required)
- preference integration (70%)
- project configuration (65%)
- editor keyboard shortcuts (10%)
- go source to xml translator tool(65%)
"


Sul sito ufficiale del progetto è possibile trovare l'url da inserire direttamente all'interno di Eclipse per scaricare il plug-in e automaticamente installarlo.

Buon divertimento ;)

martedì 20 aprile 2010

Social networking e privacy

Scrivo raramente di questioni "filosofiche" relative al mondo dell'informatica ma oggi mi trovo a fare una riflessione sul fenomeno che da emergente è diventato abituale nella nostra vita: la partecipazione ai social network.

Ne parlo oggi in occasione delle sentenze dei tribunali che intimano a Google più privacy. Ne parlo oggi dove si parla molto di responsabilità delle compagnie che offrono i servizi e molto poco delle responsabilità degli utenti che utilizzano abitualmente (o meno) questi servizi.

Abbiamo assistito senza accorgercene a un decentramento delle responsabilità: gli utenti sono padroni della loro privacy e determinano in che misura gli altri utenti possono "farsi gli affari nostri". Lamentarsi successivamente perchè certe informazioni sono diffuse da solamente l'impressione che ci sia poca chiarezza su cosa sia il web.

Non troppo tempo fa (e anche oggi per quel che mi riguarda) ci si connetteva ad irc passando per un proxy che fosse il più sicuro e distante dalla nostra posizione geografica. Ci si mascherava dietro nick imperscrutabili. Si custodiva gelosamente la nostra identità.

Oggi non è più così e il web è diventato un estensione della nostra vita. Viene però troppo spesso confuso con la nostra vita e nei casi più estremi si sostituisce alla vita reale e qui scattano i problemi. L'audience è sterminato e il pericolo è di sentirsi in un reality perchè, diciamolo pure, a tutti i neo-internauti piace sentirsi nel Grande Fratello del giorno.

La cosa che vorrei vedere di più però è una responsabilizzazione degli utenti perchè ora la sicurezza verte su di loro. La privacy, o ciò che ne rimane, è nelle loro mani e poi non si deve e non si può piangere contro le compagnie che forniscono i servizi.

Spero di aver reso il più chiare possibili le mie idee con questo post. Con ciò non intendo asserire che le compagnie non hanno le loro responsabilità. Il vero problema è che stanno scivolando verso gli utenti.

domenica 18 aprile 2010

Debian tricolore

Questa è una notizia che non può fare altro che inorgogliosirci:
Stefano Zacchiroli è stato eletto come Debian Project Leader.

È possibile consultare la sua pagina personale a questo indirizzo.

Ne tesse le lodi anche il Project Leader uscente, Steve McIntyre, che dichiara: "I've had a great time working for Debian as DPL and I'm more than happy to be handing over the reigns to Stefano. He has excellent ideas and should do a good job for us.".

Dall'articolo ufficiale emerge anche che Stefano è stato scelto fra un gruppo di candidati tra cui figura anche una donna: Margarita Manterola.

Chissà che un domani non ci sia una leadeship rosa per il progetto Debian.

martedì 6 aprile 2010

Backtrack 4 - Live dal mio laptop

Il corso di laurea in sicurezza delle reti propone l'utilizzo di alcuni strumenti per l'analisi dei sistemi.

Gli strumenti sono tutti, o quasi, open source ma mi sono chiesto: "Perchè non installare una distribuzione che funzioni come una vera e propria cassetta degli attrezzi?". La risposta è stata BackTrack che nella sua quarta incarnazione racchiude il cuore di Ubuntu 8.10.

La uso da un paio d'ore e già mi trovo a mio agio. L'interfaccia grafica è kde3 e il sistema è molto più vicino al Linux nudo e crudo rispetto a Ubuntu ma la configurazione del sistema è stata molto semplice e tutte le periferiche, wi-fi incluso sono state riconosciute e funzionano correttamente.

All'interno dei menù di backtrack si trova tutto ciò che serve per testare le proprie reti, fare penetration testing e auditing: dal comunissimo nmap a openvas fino a brutessh. Ce n'è davvero per tutti i gusti e per tutte le esigenze.

Prossimamente cercherò di fare chiarezza su qualche strumento che si può trovare all'interno della distro ma per ora mi sento solo di fare un'entusiastica lode.